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Annalisa Cima
Incontro Palazzeschi 
(prosa)
"Ochhio magico" n. 9
a cura di Vanni Scheiwiller
con una prosa poetica dell'autrice
cinque poesie inedite di Aldo Palazzeschi
e dodici fotografie di Sante Achilli 
e Alberto Lattuada.
All'insegna del Pesce d'Oro, 
Milano 1972

 

INCONTRO PALAZZESCHI

 

Presente, naturale, tra tappeti e quadri, avvolto in sciarpa, con zucchetto marocchino e intorno la sua casa: luogo vincolante e vitale.
Palazzeschi dal passo frusciante, Palazzeschi dolce e arguto: ha la brillantezza delle porcellane che lo circondano. È scontato dire di lui come di un eterno giovane; non perché non sappia invecchiare, ma per il suo ringiovanire qualsiasi cosa tocchi parlando. In lui presente e passato si uniscono in uno svolgersi di eventi senza tempo: il suo presente è qui, nel luminoso darsi, attraverso gli occhi, con l'abituale misura di sempre.
Modesto, solo, incapace a parlare di sé, gli si vuole il bene che lui stesso concede; partecipe al vivere, al sentire, con la curiosità di un ragazzo. L'aspetto piú insolito in lui, scrittore, è l'amore per tutto ciò che dai letterati è in genere scansato: parla di economia, di politica come di cinema o di mondanità e l'argomento frivolo o impegnato sono affrontati con la stessa sottile consapevolezza di inutilità.
Palazzeschi è artefice di un mondo ambivalente, fatto di solitudine e partecipazione a qualsiasi avvenimento.
Un vivere, il suo, dove l'ironia è maschera di modestia, di buon gusto; per non essere preso troppo sul serio, per non lasciarsi intaccare dal tempo e dalle cose: ridimensione di un mondo che sta fuori.
Anticonvenzionale nel parlare come nello scrivere, in ogni dialogo passa dal giudizio personale alla visione ironica e giocosa che lo distingue.
Ironia senza acredine che è gioia di vivere: mi saluta dalla porta, negli occhi il suo amore alla vita, bonario e semplice, lui, il grande Palazzeschi.

Annalisa Cima