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Annalisa Cima
Jorge Guillén, da Gilli, 
Firenze
 (prosa) 
"Occhio magico" n.12
a cura di Vanni Scheiwiller
con una prosa poetica dell'autrice
dieci epigrammi di Jorge Guillén.
a sedici fotografie di Sante Achilli
 
All'insegna del pesce d'oro , 
Milano 1974

 

JORGE GUILLÉN: DA GILLI, FIRENZE

Guillén arriva con basco e bastone, dà subito segni di insofferenza, vuole stare all'interno, al riparo da sguardi e persone.
Seduti incomincia a parlare, inesauribile fonte di domande e risposte. Riempie i silenzi con fiumi di parole. Forse l'udito lo costringe a un dialogo serrato. E per paura di annoiare con il lento capire regge da solo la fatica di una conversazione vivacissima.
Davvero strano Jorge Guillén: gentile, sicuro e nello stesso tempo pieno di paure e incertezze.
Il suo dialogare è spezzato. Parla della fotografia che ama piú dello scritto per aderenza al personaggio. 
Teme le interviste, perché travisano il pensiero. Ama la voce del poeta che si legge: "Perché dà nuovi suoni e significati ai suoi versi". Attacca i giovani per cose sempre già dette, già fatte. Non li condanna, li accetta ma non capisce cosa vogliano. Accenna al contrasto tra desideri diametralmente opposti e identiche manifestazioni per raggiungere ideali confusi anche se motivati.
Si cela, si scopre, per poi arrivare con calore inaspettato a posizioni che credevo negate.
Sul filo di ritrosie e aperture prosegue un colloquio fitto di persone, luoghi, idee. Quanti ricordi illuminano il grande spagnolo. Che animo da hidalgo intravvedo nel poeta ottantenne. Veemenza da Castigliano nella educata astensione.
Il nervosismo dei modi, la nevrosi di tutti noi affiora nei gesti: un altro dei suoi molteplici aspetti, il piú americano.
Occhi vivi per non stancare e desiderio di non essere soverchiato, per salvare una parte di sé rimasta intatta, quella zone segreta di egoismi che ritrovo solo nei poeti. Mistico, fiero, ostinato, il figlio della "meseta" ha meritato da Paul Valéry l'appellativo di "parfait magicien". La sua poesia è come lui: sintesi cosmica, universo di cose, di luoghi rivissuti. Realtà e idee fuse in una sensibilità insieme lucida ed esasperata.
Ma Jorge Guillén da poeta gentiluomo continua a mostrare di sé una immagine sorridente.

Annalisa Cima